IL SITO PALAFITTICOLO DI PALU’ DI LIVENZA – SITO UNESCO

L’area umida di Palù di Livenza si estende in un bacino naturale nei Comuni di Caneva e Polcenigo: si tratta di una zona di grande pregio naturalistico, caratterizzata da una particolare geomorfologia, dall’abbondante disponibilità d’acqua e da una grande varietà di flora e fauna.

L’importanza archeologica del sito, già noto nella prima metà dell’Ottocento, fu riconosciuta solo a partire dal 1965, quando al centro del bacino fu scavato un canale di bonifica che permise di raccogliere numerosi reperti preistorici.

Nel 1981 furono avviate indagini archeologiche sistematiche che proseguirono fino alla fine degli anni 90 dello scorso secolo. Gli scavi misero in luce i resti di un villaggio palafitticolo neolitico databile tra il 4.500 e il 3.600 a.C. circa e conservato in larga parte ancora intatto nel bacino, mentre le ricognizioni nell’alveo del Livenza rilevarono anche una frequentazione occasionale riferibile alla fine dell’età glaciale.
Nonostante le alterazioni avvenute nel tempo, il Palù costituisce un deposito straordinario per l’archeologia preistorica e per lo studio delle trasformazioni climatiche e ambientali negli ultimi 15.000 anni.

L’ISCRIZIONE NELLA LISTA DELL’UNESCO

L’UNESCO è un’istituzione delle Nazioni Unite preposta alla salvaguardia
del patrimonio mondiale riconosciuto sulla base di valori universali significativi per l’intera umanità. Per essere inclusi nella lista i siti devono presentare alcuni requisiti di eccellenza e possedere almeno uno dei dieci criteri riportati nella Convenzione del 1972. L’ammissione ha lo scopo di tutelare le località. fornendo un marchio di eccellenza che rafforza la consapevolezza della loro unicità nel mondo.

Dal 27 giugno 2011 il Palù è iscritto nella serie dei Siti palafitticoli preistorici dell’arca alpino. Si tratta di un sito seriale transnazionale che si estende in territorio svizzero, austriaco, francese. tedesco. italiano e sloveno e comprende una selezione di 111 villaggi palafitticoli ritenuti particolarmente significativi tra i circa 1000 noti nell’area alpina. La parte italiana comprende 19 località distribuite tra Piemonte [2]. Lombardia [10], Provincia Autonoma di Trento [2]. Veneto [4] e Friuli Venezia Giulia ….
L’attività di ricerca e tutela nell’area del Palù spetta alla Soprintendenza per i Beni
Archeologici che ne ha seguito la candidatura a partire dal 2009. Per i siti come Palù. il cui valore emerge spesso solo dalle ricerche scientifiche.
L’iscrizione significa un sostegno agli sforzi compiuti per proteggere questo particolare patrimonio. I villaggi palafitticoli sono infatti monumenti
importanti per la comprensione della più antica civiltà europea e delle forme di adattamento alle aree umide della regione alpina.

I REPERTI

I reperti di Palù sono conservati presso il Museo archeologico del Friuli Occidentale presso il Castello di Torre http://www.comune.pordenone.it/it/comune/in-comune/strutture/museoarcheologico

Utili da scaricare

Informazioni utili
  • Orari di apertura

    Il sito è visitabile sia proveniendo da Via Longone che dall’area della Santissima (è necessario oltrepassare una piccola diga).

    Per visite guidate rivolgersi a:
    Comune di Polcenigo – ufficio cultura
    Soprintendenza Archeologica FVG
    Gr.A.Po. – Gruppo Archeologico Polcenigo – http://www.grapo.it/
    Eupolis – http://www.eupolis.info/
    Museo Archeologico di Torre

  • Telefono

    +39 0434 74001 ufficio cultura Comune di Polcenigo

    +39 040 4527511 Soprintendenza Beni Archeologici FVG – Dott. Roberto Micheli

    +39 0434 541433 Museo Archeologico di Torre

    +39 340 3058009 Presidente Gr.A.Po. Martina Janes

    +39 0434 923027 Eupolis

  • E-mail

    cultura@com-polcenigo.regione.fvg.it

    borgocreativopolcenigo@gmail.com

    sabap-fvg@beniculturali.it

    museo.archeologico@comune.pordenone.it

    grapo.polcenigo@gmail.com oppure info@grapo.it

    info@eupolis.info

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