PALAZZETTO DIANA SANTAROSSA

A poche decine di metri dalla Chiesa della Madonna  si apre una viuzza suggestiva, Via San Rocco, che nel suo primo tratto costeggia il torrente Gorgazzo, separata dal corso d’acqua da una quinta di case che giunge fino al limitare dell’antica chiesa dedicata a San Rocco. Molte case della via richiamano, nella facciata, elementi settecenteschi, altre ottocenteschi e proto-novecenteschi.
Casa Diana-Santarossa, la seconda tra queste, si presenta come una costruzione spontanea con le decorazioni tipicamente adottate dal ceto borghese.

Secondo il catasto, nel 1808 la casa era abitazione di Pietro Diana, la cui famiglia quasi certamente già possedeva la casa da tempo. Giunti a Polcenigo dalla Carnia nel Cinquecento, i Diana erano sarti, e prosperarono a Polcenigo per i tre secoli seguenti. Nel 1859, la casa passa ad Adamo Massignani, commerciante di origine veneta, e poi nel 1890 trova ancora un nuovo proprietario in Sante Besa, venditore di liquori. Dal 1922, il proprietario è il polcenighese Giovanni Toffolo, falegname, che sette anni più tardi venderà la casa ai compaesani Giacinto Zaia e Raffaele Tizianel. Tra fine Ottocento e inizio Novecento, la casa fu per un breve periodo una locanda-albergo, che nel 1912 recava annessa un’officina meccanica. A partire dalla Seconda guerra mondiale, tornò abitazione privata.

Nei suoi interni, palazzetto Diana-Santarossa richiama l’eleganza di un’accogliente abitazione borghese a cavallo tra l’Ottocento e il secolo successivo, con pavimenti in terrazzo, antico mobilio in legno e una piacevole amalgama di elementi raffinati e rustici, dall’importante camino in pietra del salotto dall’alto soffitto, al caloroso focolare della sala da pranzo.

Informazioni utili
  • Orari di apertura

    Il Palazzo è privato.
    E’ visitabile in occasione di alcuni eventi

  • E-mail

    casainborgo@gmail.com

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